Le verifiche
hanno da sempre la duplice funzione di controllare il grado di apprendimento degli allievi e la validità dell'azione educativa e didattica.
Infatti,mentre da un lato si confronta la situazione di partenza dell'allievo con quanto ha maturato di "nuovo", dall'altro si effettua un controllo sulla validità degli obiettivi e sull'adeguatezza delle strategie messe in atto.
La valutazione, che concerne sia gli obiettivi disciplinari, sia e soprattutto gli obiettivi educativi, non deve intendersi come aritmeticamente sommativi, ma deve esprimersi in termini formativi ed orientativi per la personalità dell'allievo.
La scelta delle modalità di verifica è di competenza del docente, nel rispetto della libertà di insegnamento.
Tali modalità possono prefigurarsi in:
- prove scritte
- interrogazioni orali
- osservazioni sistematiche.
Al docente compete infine valutare il livello conseguito dall'allievo rispetto agli obiettivi prefissati.
Secondo le indicazioni fornite dal MIUR con la Circolare n° 100, prot. 12809/R.U.U,
la valutazione del rendimento scolastico degli studenti (art. 3 legge 169/2008) " A partire dalla prima valutazione periodica, nella scuola primaria e nella scuola secondaria di I grado, la valutazione degli apprendimenti degli allievi e la certificazione delle competenze acquisite sono effettuate con voti numerici espressi in decimi".
Alla luce di quanto sopra il Collegio dei Docenti si è espresso con delibera per adottare i seguenti parametri di valutazione:
10/ 9 ottimo: obiettivo raggiunto in modo pieno
8 distinto: obiettivo sostanzialmente raggiunto
7 buono: obiettivo raggiunto in buona parte
6 sufficiente: obiettivo raggiunto in maniera complessivamente accettabile
5 non sufficiente: obiettivo parzialmente raggiunto
4 gravemente insufficiente: obiettivo non raggiunto.
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